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Malloreddus alla Carlofortina: ricetta originale

Malloreddus: forse la pasta sarda più famosa in assoluto, che tutte le massaie sapevano fare in casa: la loro forma deriva dal cesto in paglia che si utilizzava per ‘schiacciare’ le palline di pasta, su cibiru. Il nome malloreddus deriverebbe invece dalla forma piccola e panciuta che li fa sembrare dei vitellini. Questa pasta corta di circa 2 cm di lunghezza è fatta semplicemente con semola di grano duro ed acqua; la lavorazione artigianale avviene ancora in diverse parti della Sardegna dove le donne di una certa età conservano e tramandano questa preziosa tradizione, che richiede tempo, pratica e pazienza.

La tradizione di Carloforte e la cucina del mare

La cucina della magica e suggestiva isola di San Pietro mostra caratteri e gusti che mischiano amabilmente diverse culture: da quella genovese a quella Maghrebina fino a quella di Sardegna. La semplicità e la qualità delle materie prime del mare e della terra unite al tipico utilizzo degli aromi rendono la cucina locale inconfondibile. Le preparazioni lente e pazienti dei tempi andati conferiscono inoltre sempre un gusto unico alle pietanze locali. Tra i tanti piatti tipici -oltre ai delicatissimi frutti di mare, il tonno rosso ed i vari pescati freschi- si possono assaggiare: la fainò, farinata di ceci cotta in forno, la panissa, polenta di semola di ceci, il pesto preparato col pecorino locale senza i pinoli, il cascà, cous cous di solito arricchito con le verdure stagionali, la capunadda, ricca insalata con pomodori rossi maturi e cipolla cruda. I casulli -piccoli riccioli di semola simili ai malloreddus- sono invece la pasta più famosa dei carlofortini.

Ricetta dei malloreddus alla Carlofortina

Questa ricetta semplice, economica e deliziosa è molto apprezzata da grandi e bambini; squisita da gustare sia calda che fredda. Piatto praticissimo e gustoso da preparare anche in anticipo, si conserva in frigo per due-tre giorni. Una versione più pratica è quella che sostituisce il tonno fresco a quello in scatola, ma ovviamente il gusto -anche se comunque saporito- non è lo stesso! I malloreddus sardi sono perfetti per accogliere questo condimento con tonno e pomodorini perché rugosi al punto giusto.

Ingredienti

Per quattro persone
  • 280 gr di malloreddus classici, lunghi e fini
  • 300 gr di tonno rosso freschissimo
  • 200 gr di pesto alla Genovese freschissimo; va benissimo anche la versione alla Sarda, col pecorino locale e senza pinoli
  • 300 gr di pomodorini piccoli dolci tipo ciliegino
  • Mezza cipolla rossa freschissima
  • Sale
  • Olio extravergine di oliva di Sardegna
  • Qualche foglia di basilico fresco biologico per impiattare

Preparazione

  1. Per prima cosa acquistate dal vostro pescivendolo di fiducia il trancio di tonno che farete tagliare a dadini, deve essere freschissimo!
  2. In un tegame largo e basso fate imbiondire in abbondante olio evo la cipolla tritata finemente; aggiungete la dadolata di tonno e rosolate su tutti i lati per circa tre minuti.
  3. Ora aggiungete i pomodorini tagliati a metà, aggiustate con poco sale, fate insaporite a fiamma bassa per cinque minuti. Spegnete, coprite col coperchio e mettete sul gas l’acqua per la pasta.
  4. Cuocete i malloreddus salando leggermente, scolateli al dente, tenendo da parte almeno 4 cucchiai di cottura che serviranno per la mantecatura; il sughetto deve essere oleoso, arricchito dall'acqua dei pomodorini.
  5. Amalgamate lentamente per due-tre minuti a fuoco bassissimo direttamente nel tegame con il condimento.
  6. A fiamma spenta aggiungete delicatamente il pesto mescolando con un mestolo di legno.
  7. Aggiungete qualche foglia di basilico fresco per servire e…buon appetito!
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