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Aranzada nugoresa: storia e ricetta del dolce tipico nuorese
L'Aranzada o arantzada- nugoresa (nuorese) è uno dei gioielli più raffinati ed eleganti tra i dolci tipici tradizionali della Sardegna. Questo capolavoro artigianale stupisce sempre chiunque per la sua straordinaria complessità aromatica pur essendo preparato solamente con tre semplici ingredienti: le arance, il miele e le mandorle.
Origini dell'aranzada
L’antico legame tra l'aranzada e la città di Nuoro affonda le radici in epoche antichissime, quando le comunità della Barbagia -la parte più selvaggia della Sardegna- modellavano il dolce replicando la forma di un favo di miele. Storicamente legato alle grandi occasioni della vita comunitaria, veniva preparato in tutte le famiglie dalle abili mani delle orgogliose donne sarde per essere offerto come dono cerimoniale e portafortuna durante matrimoni, battesimi ed eventi speciali. Perfino il premio Nobel Grazia Deledda nomina l'aranzada nel suo celebre romanzo Cenere del 1904. La svolta commerciale e la codifica moderna si devono a Battista Guiso, maestro pasticcere nuorese che nel 1886 perfezionò e brevettò la ricetta con il nome ufficiale di Aranzada nugoresa: il dolce conquistò l'Europa, vincendo medaglie d'oro alle esposizioni internazionali di Parigi, Cannes e Marsiglia, e arrivando perfino a deliziare i palati della Regina Margherita di Savoia e della famiglia reale d'Inghilterra.Ingredienti
La riuscita di questo dolce si basa sulla qualità delle materie prime locali utilizzate!- 400 gr di scorze d'arancia biologiche
- 400 gr di miele millefiori o di asfodelo sardo
- 150 gr di mandorle dolci sarde pelate
Preparazione
La preparazione dell'aranzada richiede pazienza e manualità, poiché la lavorazione si protrae per diversi giorni.Preparazione delle scorze d'arancia
Prima di tutto si preparano le scorze: lavate accuratamente le arance, quindi con un coltello ben affilato pulite dall'albedo, la parte bianca interna spugnosa che lascerebbe un retrogusto amarognolo. Tagliate quindi la buccia a listarelle sottilissime, come fossero fili o spaghetti. Lasciate le scorze in ammollo in acqua fresca per quattro giorni, cambiando l'acqua due volte al giorno. Dopo quattro giorni scolate ed asciugate con delicatezza.Cottura con il miele
In una pentola dal fondo spesso -se l’avete di rame, ma anche l’acciaio inox va benissimo- versate il miele e fatelo scaldare a fuoco bassissimo fino a quando non diventa liquido. Unite le scorze d'arancia ben asciutte e lasciate andare a fiamma bassissima mescolando con un cucchiaio di legno. Le scorze assorbono il miele subendo un processo di canditura naturale. Questa fase dura circa 30-40 minuti, finché il miele non si sarà quasi del tutto ristretto e le scorze non appariranno lucide, trasparenti e ambrate.Aggiunta delle mandorle
Mentre il composto finisce di rapprendersi, tostate leggermente le mandorle in forno per pochi minuti, quindi tagliatele a bastoncini sottili. Versatele quindi a pioggia sulle scorze candite. Mescolate per altri 5 minuti affinché il composto diventi omogeneo e ben legato. Spegnete la fiamma, mentre il composto di arancia è ancora caldo e malleabile, prelevatelo con due cucchiai. Adagiatelo con delicatezza in pirottini di carta o, come impone la variante più antica, sopra delle foglie fresche di arancio che avrete ben lavato ed asciugato. Lasciate raffreddare prima di gustare!Consigli per la riuscita della ricetta
- La ricetta è semplice, ma necessita di tempo, pazienza, ottimi e naturali ingredienti.
- Scegliete arance a chilometro zero e con buccia spessa, indispensabili per ottenere fili consistenti che tengono la cottura.
- Attenzione a quando riscaldate il miele! Non deve mai bollire o caramellare diventando scuro, altrimenti il dolce assumerà un retrogusto di bruciato e diventerà duro e vitreo una volta freddo.
- L'aranzada si conserva perfettamente per diverse settimane (anche mesi) se conservata all'interno di scatole di latta o contenitori ermetici in un luogo fresco e asciutto.
Vini e abbinamenti
L'aranzada nugoresa è un dolce intenso, caratterizzato dalla forte aromaticità degli oli essenziali dell'arancia, dalla dolcezza avvolgente del miele e dalla nota tostata e grassa della mandorla. Per valorizzare e gustare al meglio questa struttura, l'abbinamento ideale è quello con la Vernaccia di Oristano DOC, strutturato vino che con i suoi sentori di mandorla amara e miele di castagno sposa meravigliosamente la complessità del dolce. In alternativa non sfigurano la Malvasia di Bosa DOC od il Nasco di Cagliari DOC, calici capaci di ripulire il palato con eleganza grazie a una vibrante freschezza e ad una persistenza aromatica agrumata. Scopri la nostra guida al miele sardo ed approfitta della vendita del miele sardo online sul nostro sito! Scopri la ricca selezione di prodotti sardi e rendi unica e speciale la tua tavola!Scopri i prodotti per la ricetta





