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Storia e preparazione della pasta ‘Filindeu’
 

Storia e preparazione della pasta ‘Filindeu’

Che cos'è su filindeu?

Il filindeu è una pasta tradizionale sarda a base di semola di grano duro che si utilizza per arricchire le minestre. Si tratta di tre sottilissimi fili incrociati a mano con sapiente abilità che le orgogliose donne sarde si tramandano di generazione in generazione. Nei decenni il nome della pasta -entrata a gran voce tra i piatti tradizionali sardi-  si utilizza per significare anche il termine minestra.

Le origini della pasta

Tracce di queta pasta ‘dono di Dio’ risalgono al XVII secolo: si narra che un bandito nuorese avesse costruito una piccola chiesa noto come santuario campestre di San Francesco di Lula per essere stato scagionato dalle accuse pendenti su di lui. Ancora oggi il santuario viene venerato dai fedeli che lo raggiungono in preghiera partendo dalla chiesa del Rosario di Nuoro. All'arrivo i priori offrono ancora ai pellegrini il piatto di minestra filindeu.

Che cosa significa ‘filindeu’ in sardo?

Il termine deriverebbe dalla contrazione dell’Italiano ‘fili di Dio’, essendo essi così sottili e delicati da essere un dono del cielo da offrirsi ai pellegrini. Una seconda etimologia si rifarebbe invece al termine arabo fidaws che significa ‘capelli’; il termine si sarebbe poi evoluto con la presenza degli Spagnoli in Sardegna in fideos, per poi fluttuare al Sardo antico findeus fino all’odierno filindeu. Ricette originali con il filindeu
  1. La ricetta 'regina' tradizionale ed originale è quella che vede la cottura della delicata pasta nel saporito brodo di pecora; quindi la minestra viene condita con abbondante pecorino fresco acidulo.
  2. Una variante più leggera è quella che prevede la cottura nel brodo di gallina ruspante. Anche in questo caso il brodo va fatto a cottura lenta, arricchito ed insaporito con della cipolla bianca, della carota, del sedano, del prezzemolo fresco.
  3. Una ricetta che esce dai confini dell’isola è l’imitazione dei sempre più apprezzati spaghetti di riso o soia orientali: si prepara una zucchina, una carota e uno spicchio di cavolo cappuccio tagliati sottilissimi e si saltano con dell’olio di semi. Una volta resi croccanti si aggiungono 4 /5 mestoli di acqua tiepida salati e si versano i filindeu. Si spegne, si rigira delicatamente e si condisce con salsa di soia.

Preparazione

  • La semola di grano duro viene lavorata con acqua e sale fino a raggiungere la consistenza che solo le mani esperte sanno riconoscere.
  • La pasta viene quindi tagliata a panetti, arrotolata in forme cilindriche, quindi tirata a mano e piegata in due, in quattro e così via fino ad ottenere dei lunghi fili che vengono stesi su un piano tondo di almeno mezzo metro di diametro.
  • Qui i fili -poggiati a strati gli uni sugli altri in direzioni opposte- vengono lasciati ad essiccare per circa 24 ore.
  • Tagliato a pezzi il filindeu è quindi pronto per essere cotto.
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