San Valentino: la festa dell’Amore tra santi e leggende

Questa romantica ricorrenza celebrata in quasi tutto il mondo fu istituita nel 496 da papa Gelasio I per sostituire gli antichi Lupercalia (dedicati a Luperco, protettore del bestiame e dei campi) che nell'antica Roma erano giornate di festa in cui i servi prendevano il posto dei padroni e viceversa, con lo scopo di dar vita ad un processo di rinascita e di rimettere in atto il ‘caos primigenio’. Durante questi festeggiamenti si svolgevano pratiche arcaiche di fertilità che prevedevano che le donne, in strada, patissero i colpi dati da uomini nudi con delle fascine di rami. Le frustrate ‘propiziavano’ la fertilità delle donne. Nel tardo Impero Romano questi riti iniziarono ad essere considerati 'deprecabili' e furono banditi proprio da papa Gelasio I, il quale decise di istituire una festa dedicata all'amore senza riferimenti alla sessualità. L’associazione al santo Valentino al 14 Febbraio è postuma e si legherebbe anche al famoso Vescovo giustiziato nel 273 per aver celebrato il matrimonio tra la cristiana Serapia, gravemente malata, e il legionario romano Sabino, entrambi morti proprio durante la benedizione di Valentino. Questa lettura romantica rimane ancora oggi incerta e potrebbe spostarsi anche al XV secolo, quando Carlo duca d’Orleans, prigioniero nella Torre di Londra, scriveva bigliettini d’amore alla moglie chiamandola ‘dolce Valentina’ rifacendosi a un verso dell’Amleto di Shakespeare. È infatti Ofelia a recitare: “Domani è san Valentino e, appena sul far del giorno, io che son fanciulla busserò alla tua finestra, voglio essere la tua Valentina”.