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La Seada sarda: origini, varianti e curiosità di questo dolce!
 

La Seada sarda: origini, varianti e curiosità di questo dolce!

Cos'è la Seada?

La seada -o sebadasevadasavada, sevata- è un tra i migliori dolci della Sardegna che potrete mai assaggiare. Un delicato disco di pasta di semola con ripieno di formaggio acidulo viene fritto e condito con zucchero o miele.

Origini e tradizione della Seada: dove e come nasce

  • Per tanti studiosi questo dolce tradizionale sardo al formaggio avrebbe origini spagnole considerato che il verbo cebar significa nutrire. Si tratta ovviamente dai tempi più antichi di un dolce dagli ingredienti semplici, a disposizione di allevatori e pastori, la cui origine potrebbe essere legata ad una graminacea, un cereale diffuso, coltivato ed utilizzato in Sardegna -insieme a farro ed avena-. La sua nascita sarebbe quindi da collocarsi facilmente nel Mediterraneo, considerato che anche i Romani utilizzavano a mani basse questi cereali.
  • Lo studioso Max Leopold Wagner nel suo rinomato Dizionario Etimologico Sardo scrive che la seada prenderebbe questo nome per il suo “lustro untuoso”: il nome sarebbe legato al termine sardo sebu/seu che indica il sevo, cioè il grasso animale utilizzato ricavato dagli ovini, più delicato di quello ricavato dai suini, cioè lo strutto.
  • La seada -regina tra i dolci tipici sardi- nasce nelle montagne dell’Ogliastra e della Barbagia, ma la sua prepotente diffusione è in tutta l’isola, ricca di tutte le materie prime necessarie alla sua realizzazione.

Le varianti della Seada

La ricetta madre originale nasce con due versioni: la prima farcita col formaggio cotto e la seconda col formaggio crudo. Quest’ultima è chiamata in Sardo seada a sa mandrona, cioè seada pigra. Per la variante con formaggio cotto, il formaggio si taglia a scaglie e si scioglie con un po’ di latte intero  fresco. Originariamente questo piatto veniva mangiato anche come piatto unico completo, accompagnato solo da della frutta fresca. Oggi ne esistono anche diverse versioni salate, in pratica al posto del miele o dello zucchero vengono condite con delle salse salate al formaggio o al pomodoro.

Curiosità sulla Seada

  1. Spesso sentiamo dire in ristorante “una seadas per favore”, in realtà il singolare del sostantivo è seada, seadas o sebadas è infatti il plurale. La lingua sarda crea il plurale delle parole con aggiunta finale della lettera s: sa seada is seadas. Considerato però che il termine è stato ormai italianizzato, è entrato nell'uso comune l’uso anche della ‘s’ al singolare.
  2. La ricetta originale nasce con il formaggio pecorino, forte e saporito. Ma oggi si utilizza largamente anche il formaggio vaccino che si fa inacidire lasciandolo a temperatura ambiente. Il grado di acidità si riconosce facilmente: quando si riscalda fila!
  3. I dischi di vanno farciti e ben chiusi come dei ravioli, avendo cura di far uscire tutta l’aria, altrimenti durante la frittura si rischia un rigonfiamento eccessivo con la rottura della pasta e la fuoriuscita del ripieno.

Seada e abbinamenti: come gustarla al meglio

La seada va consumata fresca: dopo preparata si deve consumare al massimo nell’arco di due giorni. Per gustarla al meglio va fritta a fiamma media in modo che sia ben dorata sia sopra che sotto. Per una cottura perfetta e per evitare la scollatura dei dischi della pasta utilizzate un cucchiaio per pescare l’olio caldo e far cuocere la seada in maniera uniforme. La parte superiore diventerà una cupola!

Seada con il miele, con lo zucchero o con la ricotta?

Questa è una scelta soggettiva che va fatta in base al proprio gusto! Certamente nell’entroterra vi verrà proposta la seada con lo zucchero o con la ricotta: quest'ultima viene lavorata incorporando aria per renderla spumosa, con l’aggiunta della scorza di limone. Nel Sud Sardegna è più diffuso il condimento al miele, soprattutto con le varianti del miele più ‘amaro’,  come quello prezioso al corbezzolo.

L'abbinamento perfetto: vino, liquori e Seada

Questo delicato e delizioso dolce si sposa meravigliosamente a diversi liquori e distillati sardi ed a vini dolci bianchi e aromatici come la Vernaccia di Oristano, il Vermentino di Gallura ed il Moscato di Sardegna.

Dove assaporare la Seada in Sardegna (e fuori)

In Sardegna non c’è ristorante, pizzeria o trattoria che non proponga questa dolce chiusura di pasto; anzi spesso vi verrà detto che anche se siete sazi la seada 'aiuta a digerire' grazie all'azione del formaggio acidulo! Nel resto d’Italia sono tanti ormai i ristoranti sardi dove potrete gustare questa prelibatezza. E per non sbagliare potrete sempre ordinarla sul nostro sito -scegliendo tra tantissimi prodotti sardi freschi da gustare- e riceverla freschissima a casa vostra! In freezer si conservano perfettamente anche per sei mesi, e si possono friggere direttamente senza farle scongelare.