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Storia e origini del pane carasau
Non si può dire di conoscere davvero la Sardegna senza avere assaporato uno dei suoi alimenti simbolo: il pane carasau, conosciuto anche come carta da musica per il rumore che emette quando si spezza e si mastica. Tra le tipologie di pane più antiche al mondo, custodisce e racconta la selvaggia Barbagia (con i paesi di Mamoiada, Fonni, Oliena, , Orgosolo, Ottana...) ovvero l’area in cui è originato, ed anche il popolo che la abita, austero ed ospitale.
Che cosa vuol dire ‘carasau’?
Questo tipo di pane è una semplice sottilissima sfoglia circolare -di diametro tra i 15 e i 40 centimetri e spessore di due millimetri- molto croccante, prodotta con semola rimacinata di grano duro. Il pane carasau prende il nome dalla carasatura, ovvero la seconda cottura: il processo di preparazione di questo pane comprende infatti una prima cottura che comporta il rigonfiamento di un ‘disco’ di pane, e poi una seconda cottura effettuata dopo aver separato la porzione inferiore del disco da quella superiore. Questo particolare tipo di pane viene anche modificato diventando delizioso pane guttiau: il carasau viene in questo caso condito con olio e sale e poi tostato in forno. Un altro utilizzo da condito molto diffuso nell’isola è il pane frattau: in questo caso si ammorbidisce il carasau in acqua e si condisce con salsa di pomodoro e pecorino grattugiato, come si fa con le lasagne.La storia del pane carasau
Come accade per ogni prodotto veramente antico, anche l’origine del carasau è avvolta nella leggenda, ma pare che addirittura possa essere rintracciata nel mondo arabo. Ciò che è certo è che si tratta di un pane semplice e povero, nato per esigenze legate alla sua durata: doveva infatti essere trasportato dai pastori e durare il più a lungo possibile per tutta la transumanza. Si spiega così la sua doppia cottura, a mo’ di biscotto, per far sì che fosse secco, asciutto e perfettamente conservabile. Da ciò deriva anche la sua croccantezza: il carasau è sottile e piatto, anzi, piattissimo, friabile ed adattabile a tantissime ricette sarde.Origini del pane tipico sardo
Le origini si perdono nella notte dei tempi: certo è che per il fatto che si poteva utilizzare come scorta nei lunghi periodi trascorsi lontano da casa -grazie alla genuinità degli ingredienti e all’elevato apporto energetico- ogni famiglia sarda lo preparava in grandi quantità, per conservarlo nelle grandi cassapanche intarsiate che ancora oggi arredano le case dell’isola. Da sempre la ricetta del pane carasau è la stessa, anche se si può oggi preparare l’impasto a macchina e cuocerlo in forni elettrici o a gas.Le 6 fasi di preparazione
Sa cotta è il procedimento di preparazione e cottura. In qualche paese dell’entroterra della Sardegna questa è fortunatamente ancora un rito familiare e di vicinato in cui sono impegnate quattro-cinque donne che ricambiano la mano d’opera oppure ricevono come compenso olio e formaggio.- La prima fase è fissata prima del sorgere del sole. Il lievito sciolto in acqua tiepida viene mescolato alla semola rimacinata di grano duro delicatamente passata al setaccio e impastata dentro una scivedda (ampio contenitore usato per gli impasti) di legno o di terracotta.
- Nella seconda fase l'impasto viene lavorato energicamente sul tavolo. La pasta viene schiacciata, allargata con i pugni e riavvolta su sé stessa: l'aggiunta dell’acqua serve ad ammorbidire l’impasto fino a che questo diventa liscio e vellutato. La fase di lavorazione è lunga, e spesso anche gli uomini si alternano alle donne, per la fatica richiesta.
- La terza fase è quella della lievitazione, sa pesara cioè l’alzata, perché la pasta si gonfia. A lievitazione avviata si divide l'impasto in parti che vengono arrotondate, infarinate e riposte in cordulas -canestri- avvolte da teli di lana o lino per farli ancora lievitare.
- La quarta fase è quella della lavorazione: la pasta si lavora con dei mattarelli in legno e con i polpastrelli si infarina e si allarga formando dei dischi che si poggiano su dei lunghi panni di lana.
- La quinta fase: la cottura avviene in forno con legno di quercia o olivastro. Il calore gonfia il pane: è l’addetto al forno che decide se rivoltarlo o meno, si poggia delicatamente la pala in legno per favorire l'omogeneità del rigonfiamento. Le due facce distaccate vengono abilmente separate con un coltello prima che la sfoglia si afflosci e si richiuda. I dischi due dischi di pane hanno ora una parte liscia ed una ruvida (il lato interno della focaccia originale). Questo pane ‘lentu’ risulta elastico e può essere piegato ed arrotolato.
- La sesta fase vede la seconda infornata: i dischi di pane vengono rinfornati per la cottura finale: sa carasadura. Man mano che le sfoglie escono dal forno, vengono impilate in grossi cesti ed avvolte in speciali panni: sulla cima della pila si ripone un'asse in legno di forma rotonda o in modo da pressare le sfoglie che sono pronte per essere conservate.
I valori nutrizionali
100 grammi di pane carasau sviluppano mediamente 350 calorie, e contengono:- 72 g di carboidrati
- 11 g di proteine
- 2,3 g di fibre
- 1,7 g di lipidi
- 0 mg di colesterolo
- 0,2 g di zuccheri solubili
- 398 mg di sodio
- 207 mg di potassio
I benefici derivanti dal pane carasau
Il pane carasau fornisce carboidrati risultando un alimento altamente energetico: i carboidrati vengono trasformati dal corpo in glucosio, la principale fonte di energia per il cervello e per i muscoli. La totale assenza di colesterolo lo rende un alimento adatto ad essere inserito nelle diete di soggetti con problemi cardiovascolari. A oggi non sono note controindicazioni al consumo di pane carasau; coloro che soffrono di diabete dovrebbero però consumarlo con attenzione. Poiché viene preparato con farine di grano o di orzo, entrambe contenenti glutine, il carasau non è adatto a celiaci e persone intolleranti al glutine, anche se oggi ne esistono tante varianti senza glutine per fortuna! Non risulta che il consumo di pane carasau possa interagire con l'assunzione di farmaci o altre sostanze.Come accompagnare il carasau
Pane delizioso e versatile si consuma in tanti modi diversi: da solo è il Re delle tavole sarde per accompagnare ricchi deliziosi primi e secondi piatti a base di terra o mare. Immancabile è anche con un aperitivo a base di salumi artigianali sardi, formaggi ed olive sarde. Tante sono le ricette con il pane carasau, ve ne consigliamo alcune.- Pane carasau e pomodoro: Un modo semplice e fresco di usare il pane carasau è condirlo a mo’ di crostini. Basta tagliare il pomodoro a piccoli dadini avendo cura di conservare il sughetto. Quindi si condisce il pomodoro con poco aglio bianco, sale, olio extravergine di oliva e sale (tutti deliziosi prodotti sardi); il pane carasau è pronto per essere guarnito con qualche fogliolina di basilico freschissimo e gustato!
- Zuppa gallurese: è una variante del pane frattau, ma prevede l’aggiunta di delizioso formaggio filante fresco. I fogli di pane carasau accolgono il sugo, il formaggio fresco, ed il pecorino grattugiato. Un trionfo di gusto imperdibile che fa parte della dieta dei centenari sardi.
- Pane frattau: piatto tradizionale sardo sempre apprezzatissimo. Invece del solito ragù o sugo al pomodoro le sfoglie di pane si condiscono col tipico sugo sardo alla salsiccia aromatizzata all'anice. Anche il pane frattau con brodo vegetale è apprezzato per la sua leggerezza.
- Anche qui il pecorino sardo condisce gli strati in maniera deliziosa.
- Carasau a mezzelune. Il pane carasau può essere utilizzato come una pasta sfoglia o fillo per essere farcito. Ammorbidito con l’acqua tiepida si taglia a piccole mezzelune che possono essere farcite con pomodoro e mozzarella, verdure grigliate, ricotta e verdure, formaggi misti, salsiccia fresca saltata prima in padella e verdure. Le mezzelune vanno ben chiuse con le dita -per questo è importante lasciare un bordo abbondante- e cotte in forno ventilato a temperatura media per circa 15 minuti. Deliziose per un aperitivo alla sarda!
- Carasau con le zuppe: utilizzatelo con qualsiasi zuppa o crema di verdure o legumi al posto dei crostini, tagliato a piccoli pezzi irregolari. Squisito gustato croccante, ma anche quando si ammorbidisce.
- Lasagne al carasau. Tra i modi più deliziosi, leggeri e semplici di usare il pane carasau c’è la preparazione delle lasagne. Dopo aver preparato un sugo di pomodori semplice al basilico e la besciamella si procede come normalmente si fa per le lasagne più tradizionali: quattro o cinque strati vengono arricchiti dal formaggio grattugiato che più vi aggrada. Noi suggeriamo un misto tra grana e pecorino sardo. La cottura è più breve rispetto alle lasagne con la pasta, in media 20 minuti in forno ventilato.
- Pizza alla sarda, tanto semplice quanto deliziosa, oltre che velocissima! Adagiate un foglio di carasau su un piatto. Condite a piacere come una semplice base di pizza avendo cura di bagnare il pane con dell’acqua tiepida. Condite con del sugo pronto e del formaggio filante, olio , sale e origano e basilico. Potete anche condirla come una focaccia con del pomodoro fresco e dei dadini di mozzarella che asciugherete con attenzione con della carta da cucina. Passate due minuti al microonde e altri due minuti rifinite col grill!
- Frittata e carasau. Qualsiasi frittata -condita con funghi, peperoni, formaggio, carciofi tagliati a piccoli pezzi- può essere adagiata su un foglio di pane carasau anche facendo due o più strati. L’olio ed il tepore delle frittate renderanno il pane deliziosamente croccante e saporito.
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