Le migliori ricette sarde con il mirto da provare

Perché il mirto è uno degli ingredienti simbolo della cucina sarda

Il mirto -Myrtus communis- è l'anima più mediterranea della Sardegna. Tra le piante aromatiche che popolano, profumano e colorano la macchia dell’isola, il mirto vanta una storia particolarmente affascinante. Il suo profumo inconfondibile è da secoli parte integrante della vita quotidiana degli abitanti della Sardegna, ed ha saputo ritagliarsi uno spazio unico diventando una vera e propria pianta simbolo. Il mirto è una pianta spontanea del paesaggio mediterraneo, un arbusto sempreverde dalle ramificazioni fitte, con foglie lucide e coriacee di un bel verde brillante. Le ramificazioni più giovani hanno la corteccia rossiccia. In estate compaiono i candidi fiori, abbondanti e aromatici come tutte le parti della pianta, apprezzatissimi dalle api. Più avanti compaiono le bacche, di vario colore e dimensione. Sebbene il più conosciuto sia il mirto a bacca nera, esiste anche la varietà a bacca chiara. Esiste infatti anche il mirto bianco! Così viene chiamato il liquore ottenuto dalla macerazione di bacche bianche, che rispetto alle bacche nere hanno aromi più delicati, vellutati e note leggermente meno aspre. In realtà il liquore ‘bianco’ in questo caso può anche essere ottenuto dall'infusione idroalcolica dei giovani germogli di mirto. Per i sardi il mirto è un simbolo identitario che unisce la cultura pastorale a quella costiera. Storicamente utilizzato per conservare la carne e profumare i cibi, oggi rappresenta il legame indissolubile con la natura selvaggia ed incontaminata dell'isola.

Come usare il mirto in cucina

L'uso del mirto in cucina richiede competenza, esperienza e sensibilità, poiché i suoi oli essenziali sono estremamente potenti e vanno ben dosati. Le foglie fresche o secche sono perfette per le cotture lunghe e per le affumicature, mentre le bacche si prestano a essere pestate o trasformate in salse. Il segreto sta nel bilanciare le note balsamiche e leggermente amare con la grassezza degli ingredienti per creare equilibrate ed eleganti ricette. La cucina isolana fa ampio uso del mirto come condimento per aromatizzare le carni, specialmente la selvaggina, come nel caso delle cotture in umido, delle quaglie al mirto e del maialetto arrosto. Il mirto è utilizzato in sempre più campi: alcune pasticcerie sarde lo usano per l’aromatizzazione di alcuni dolci tipici, come gli eleganti e colorati gueffus, deliziosi bocconcini di mandorla e zucchero.

Gli errori da evitare per valorizzarne l'aroma

  • Troppe foglie rendono il piatto amaro, è quindi fondamentale non eccedere con le quantità.
  • Attenzione ad evitare il calore diretto sulle bacche: se bruciate infatti rilasciano un sapore acidulo sgradevole.
  • Meglio non usare foglie troppo vecchie poichè perdono la componente balsamica ed hanno un sapore legnoso.
Gli abbinamenti con spezie vanno ben calibrati, perché c’è il rischio che coprano il profumo delicato della pianta di mirto. Avendo il mirto un profilo aromatico intenso, balsamico e resinoso che ricorda l'eucalipto, il pino e gli agrumi, le spezie e le erbe aromatiche che si sposano meglio sono: ginepro, alloro, pepe nero, finocchietto selvatico, rosmarino e timo, scorza di agrumi.

Gli abbinamenti che esaltano il profumo del mirto

  • La carne di maiale -come tutte le carni grasse- si sposa egregiamente con l’azione sgrassante del mirto.
  • Accompagnato alla cacciagione questa pianta mitiga i sentori selvatici di cinghiale e lepri.
  • Il pecorino sardo -e tutti i formaggi ben stagionati- acquisisce maggiore struttura e gusto se accostato al mirto.
  • Miele e agrumi insieme al mirto creano un contrasto agro-dolce imperdibile nelle salse.

Le migliori ricette sarde con il mirto da provare

La tradizione culinaria isolana ha sviluppato nel corso dei secoli una serie di piatti iconici in cui questa pianta gioca un ruolo da protagonista assoluto, trasformando ingredienti semplici in capolavori di profumo.

I grandi arrosti della tradizione: maialetto, agnello e capretto al mirto

Il re indiscusso delle allegre tavole isolane è il maialetto arrosto -porceddu, porcheddu- al mirto. Durante la lenta cottura allo spiedo, la carne calda viene adagiata su un letto di fragranti rami freschi. Il calore scioglie gli oli essenziali delle foglie che penetrano nella cotenna croccante dandole un aroma unico. Lo stesso antico rituale si applica all'agnello, spesso preparato con l'aggiunta di aglio e vino bianco; la stessa delicata carne viene cotta anche con un misto di erbe aromatiche e mirto per un gusto più intenso. Anche il capretto arrosto può essere arricchito da foglie di mirto che mitigano il sapore selvatico di questa saporita carne sarda.

Pollo, gallina, quaglie e altri volatili aromatizzati al mirto

Un classico della cucina campestre sarda è da tempi immemorabili la cottura dei volatili. Il pollo al mirto viene solitamente cucinato in casseruola sfumato con vino bianco e rametti di questa pianta. Più tradizionale la gallina al mirto, che viene servita fredda: la carne assorbe il brodo aromatico che, raffreddandosi, si trasforma in una deliziosa e fresca gelatina. Anche la piccola caccia ha sempre trovato spazio in questa cucina: le quaglie al mirto e i tradizionali uccelletti al mirto -storicamente cotti allo spiedo alternati a foglie di mirto e lardo- sono assaggi obbligatori per gli amanti dei sapori intensi e rari.

Spezzatino di manzo, polpette e altre ricette della cucina di casa

Nelle cucine domestiche questa pianta può arricchire le preparazioni di tutti i giorni. Lo spezzatino di manzo al mirto preparato dalle abili e pazienti mani delle donne sarde viene cotto lentamente in umido col mirto. Anche le polpette -di solito nell’isola preparate con un misto di carne di manzo e maiale- col mirto acquistano un carattere unico: l'impasto di carne viene profumato con foglie tritate finemente o fatto cuocere in un leggero sugo di pomodori freschissimi arricchito da qualche bacca fresca.

Altre idee per utilizzare il mirto in cucina

Oltre ai classici arrosti, la pianta offre infinite possibilità di sperimentazione nella cucina moderna, grazie alla versatilità delle sue componenti.

Como impiegare le bacche di mirto in altre ricette

Esistono moltissime ricette che utilizzano le bacche di mirto, sia fresche che essiccate: questa piccole sfere sono dei veri e propri concentrati di sapore! Gli utilizzi più comuni sono:
  • Possono essere pestate nel mortaio -meglio se di marmo- per poi essere usate per massaggiare ed aromatizzare le carni prima della cottura.
  • Inserite come condimento in salumi fatti in casa o marinature per la cacciagione danno un aroma elegante.
  • Se infuse nell'olio extravergine d’oliva il condimento che si ottiene è molto aromatico a freddo.
  • Aggiunte ai risotti nella fase di mantecatura finale danno un tocco cromatico e balsamico.

Salse, contorni e preparazioni aromatiche con il mirto

Per accompagnare formaggi o carni si può preparare una riduzione facendo restringere le bacche con poco vino rosso tipo Cannonau o  Monica ed un cucchiaio di miele, meglio se di corbezzolo (non troppo dolce). Le foglie possono invece essere usate per profumare le patate al forno o per aromatizzare il sale marino grosso che può condire carni alla brace o in umido. Un rametto di mirto all'interno della bottiglia di aceto di vino bianco regalerà un prodotto aromatico superbamente mediterraneo per le fresche e ricche insalate estive.

Come preparare il liquore di mirto e quale scegliere

  • Questo delicato liquore -immancabile in ogni casa della Sardegna- è il completamento ideale per un pranzo speciale in festa ed in buona compagnia. Le numerose ricette casalinghe sono spesso tramandate di generazione in generazione, ed ognuno aggiunge il suo piccolo ‘tocco o trucco' personale. Nella ricca isola di Sardegna le bacche si raccolgono a fine autunno, poiché è questo il periodo in cui sono più mature, grosse e succulente.
  • Per circa 3 litri di mirto occorrono un chilo di bacche freschissime e turgide di mirto sardo, un litro di alcool puro 90°, due litri di acqua potabile ‘leggera’, 500 grammi di zucchero bianco semolato. Scoprite il lento procedimento per preparare la ricetta del liquore di mirto sardo! Noi vi consigliamo di travasarlo corposo e cremoso.
  • Una curiosità: il mirto è un ottimo liquore digestivo, e come tutti i frutti rossi ha proprietà antinfiammatorie, è quindi perfetto in piccole dosi per chi soffre di cistite, gengivite o emorroidi. È anche un rinforzo del sistema immunitario, ed è efficace contro psoriasi, insonnia e meteorismo.

I migliori liquori di mirto da degustare dopo i pasti

La scelta del mirto è una tradizione affidata al padrone di casa! Lui vi farà assaggiare il meglio a sua disposizione… Il liquore di mirto rosso è certamente il più famoso; il gusto è gusto dolce, tannico e vellutato. Il mirto rosso Tremontis prodotto con antica maestria in Sardegna, è caratterizzato da un gusto inimitabile grazie ad un processo di maturazione a freddo. Anche il liquore di mirto rosso Bresca Dorada merita un attento assaggio: questo elisir combina mirto, miele e zucchero per un sapore autentico e inconfondibile, eccellente come digestivo o per donare un tocco speciale a cocktail estivi. Il mirto bianco, più raro e di nicchia, ha un profilo decisamente più erbaceo, secco e balsamico. Noi vi suggeriamo il mirto bianco Mario Pacini, una vera tradizione isolana. Entrambi vanno sopiti ghiacciati per chiudere degnamente un pranzo o una cena in stile sardo.
  • Per scoprire tutte le suggestioni di questa pianta non perdete la 31ª edizione della Sagra del Mirto di Telti che si terrà nei giorni 7, 8 e 9 agosto 2026. Un gioioso percorso enogastronomico, culturale e artigianale con degustazioni del classico mirto rosso e mirto bianco, di dolci tradizionali e di prelibati gnocchetti galluresi (chiusoni). Espositori ed artigiani proporranno confetture, mieli, infusi, cosmetici naturali a base di mirto. Tra gli ospiti dell’evento Moses Concas, Claudia Aru, il gruppo musicale Poesias. Il pomeriggio e la sera di domenica 9 vedranno il passaggio della processione folkloristica, con numerosi gruppi storici in costume tradizionale.
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